Il Gatto e gli stivali
Teatro Kismet
Giovanna Facciolo
Teatro d'attore
Primo e secondo ciclo scuola elementare
60'
Il terzo figlio del mugnaio riceve in eredità dal padre morente il gatto di casa, mentre i suoi fratelli hanno ricevuto, uno il mulino e l’altro l’asino che, insieme, costituiscono un ottimo mezzo per produrre e guadagnare. Come potrà sopravvivere il terzo e più giovane fratello solo con un gatto?
Nel corso della storia il gatto si rivelerà l’eredità più proficua perché condurrà il suo padrone ad una ambiziosa riuscita che gli assicurerà benessere materiale (la ricchezza dell’orco) e appagamento spirituale (l’amore della principessa). Otterrà tutto questo senza fatica, si potrà obiettare, perché tutto il lavoro è stato compiuto dal gatto.
Ma il gatto simboleggia l’istintualità del ragazzo stesso, che nello scontro con la realtà, fa appello alle sue forze interiori, certamente instillate dall’educazione paterna per approdare alla meta.
Il Gatto e gli stivali mantiene intatto lo stile che caratterizza il Teatro Kismet all’interno del teatro ragazzi: forti suggestioni visive con uso sapiente degli oggetti di scena e delle luci, grande precisione dal punto di vista attoriale.
Dedichiamo il lavoro a tutte le infanzie che incontriamo e che abbiamo incontrato nel nostro lavoro di teatranti, con l’augurio che recuperino quella istintualità, troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti, che non chiede altro se non di riemergere prepotentemente.